Finiture

Finiture e Fisiologia del parquet

I parquet prefiniti non necessitano di ulteriori finiture. La finitura a cera è consigliabile per l'aspetto naturale e perché lascia respirare il legno, ma va ripetuta periodicamente ed è molto delicata.
La verniciatura con prodotti poliuretanici impermeabilizza il legno e semplifica la manutenzione. Si possono usare anche vernici all'acqua, satinate o lucide.

La manutenzione del parquet
Il pavimento in legno è resistente all'usura, ma deve essere tenuto pulito in considerazione della finitura usata: verniciatura o inceratura.
Se è verniciato va trattato con prodotti protettivi a base di resine in dispersione acquosa autolucidanti o rilucidabili: ogni sei mesi se il pavimento è poco usato, ogni mese nelle zone di maggior calpestio come soggiorni. La vernice poliuretanica ha maggiore resistenza all'abrasione.
Se la finitura è a cera, gli interventi di lucidatura debbono essere effettuati con cere liquide, settimanali o mensili e le pulizie quotidiane con aspirapolvere o panni inumiditi in acqua (non calda) e detersivo non schiumoso.
In situazioni straordinarie si ricorre alla rilamatura, ossia alla rilevigatura integrale che si effettua dopo 10-15 anni.
Il parquet in legno massiccio sopporta l'intervento 7-8 volte, quello prefinito 2-3 volte; la stuccatura si esegue con resine e polvere di legno e serve per porre un rimedio alle varie fessurazioni che si sono prodotte col tempo.
La carteggiatura si rende sempre necessaria.
La riverniciatura è l'ultima operazione e a volte basta solo questa nei casi di piccoli graffi che non intaccano direttamente il legno.


L'esposizione alla luce e all'aria è l'inizio del processo di ossidazione che porta il parquet a cambiare colore, con tendenza a scurirsi e a rendere più omogenee le sue venature, esempio il "teak asia".
E' un processo che varia per velocità e intensità in base alla specie legnosa (i legni esotici ossidano normalmente di più), alla quantità di luce cui viene esposto e alla finitura applicata; diversi tipi di vernici possono dare sia risalto al colore e all'ossidazione che limitarlo molto e, sebbene visibile in modo evidente nei primi mesi di vita del pavimento, può proseguire via via più lentamente anche per svariati anni.

Il parquet è un materiale sempre 'vivo' e quindi risente degli sbalzi di umidità estate-inverno che caratterizzano le moderne abitazioni: in condizioni di scarsa umidità le tavolette si restringono leggermente, producendo fessurazioni nella pavimentazione, che poi lentamente si richiudono al ritorno in condizioni di umidità normale. Condizioni di umidità eccessiva (condensa, perdite d'acqua o infiltrazioni anche leggere ma continuative, cattiva manutenzione) portano le tavolette a imbibirsi e allargarsi fino ad arrivare al punto di spingere e sollevarsi dal sottofondo, strappandolo e danneggiando i tavolati del locale.

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